Il sistema SCORM

 

Che cosa è SCORM

 

Il modello SCORM (Shareable Content Object Reference Model) definisce, in ambito e-Learning, le specifiche relative alriutilizzotracciamento e catalogazione dei Learning Object (in seguito LO), i "mattoni elementari" con i quali vengono strutturati e costruiti i corsi fruibili in modalità elettronica. La piattaforma e-Learning si limita al solo compito di dialogare con i LO, mediante un sistema di messaggi. SCORM è composto da due elementi fondamentali:

  • Shareable Content ObjectSCOs, sono unità di insegnamento (learning unit) in formato elettronico che possono essere utilizzate, componendole fra di loro, per la creazione di corsi;

  • Reference Model: descrive come i contenuti didattici e il sistema che li gestisce (LMS, Learning Management System) possono interoperare utilizzando una modalità di comunicazione standard.

SCORM è stato progettato, a partire dal 1997, dalla Advanced Distributed Learning (ADL) su mandato del Dipartimento della Difesa statunitense (Department of Defense), con lo scopo di sviluppare una tecnologia di apprendimento.

Il modello di SCORM è basato su sei principi, o requisiti, di alto livello; i primi quattro riguardano direttamente gli SCOs, i successivi due sono relativi invece all'e-Learning a più ampio raggio:

  1. durabilità (durability): uno SCO con una elevata durabilità garantisce interventi minimi di aggiustamento in seguito all'aggiornamento della tecnologia di erogazione (LMS) utilizzata;

  2. interoperabilità (interoperability): uno SCO interoperabile può essere utilizzato all'interno di LMS differenti, purché compatibili con SCORM;

  3. accessibilità (accessibility): uno SCO accessibile è "facile da reperire", utilizzando come chiavi di ricerca i metadati (letteralmente: dati, che specificano altri dati) utilizzati per descriverne le caratteristiche;

  4. riusabilità (reusability): uno SCO riusabile può essere utilizzato come unità di apprendimento in corsi differenti, per cui la riusabilità è strettamente correlata all'indipendenza dal contesto (es. uno SCO che spieghi il concetto di media ponderata può essere utilizzato sia in un corso di statistica che di matematica);

  5. adattività (adaptivity): i sistemi di e-Learning utilizzati per l'erogazione e la fruizione dei contenuti didattici (LMS) dovrebbero consentire un livello elevato di adattamento alle esigenze di apprendimento del singolo studente;

  6. sostenibilità economica (affordability): il modello SCORM contribuisce a realizzare un modello di e-Learning in cui valga una economia di scala sostenibile, ove sia centrale il concetto di cultura "accessibile a tutti".

Lo SCORM è diventato lo standard de- facto per la definizione delle modalità con cui i contenuti di apprendimento digitali, ovvero web-based, vengono gestiti dalle piattaforme e-Learning, gli LMS. Questo comporta che gli LMS conformi con SCORM sono interoperabili fra loro rispetto alla gestione dei contenuti didattici creati con il medesimo standard: un contenuto didattico SCORM può essere erogato con le stesse modalità su qualunque LMS implementi le specifiche SCORM.


Le principali caratteristiche di SCORM sono le seguenti:

  • possibilità per il discente di personalizzare il percorso di apprendimento;

  • possibilità di creare unità di apprendimento riusabili in contesti diversi;

  • tracciamento del processo di apprendimento del singolo discente all'interno dei contenuti didattici (tracking, fondamentale per docenti e tutor ai fini del monitoraggio);

  • pacchettizzazione delle singole unità di apprendimento (contenuto + medatati) per l'importazione/esportazione in diversi LMS.

La caratteristica più importante è la possibilità di abilitare le propedeuticità (Sequencing e Navigazione condizionale), che consente l'abilitazione/disabilitazione di un singolo SCO al verificarsi o meno di una determinata condizione (ad esempio un contenuto didattico si rende disponibile solo dopo il superamento del test intermedio relativo al contenuto precedente in senso logico e/o cronologico).

Come funziona SCORM

SCORM consiste di una serie di specifiche tecniche per descrivere le modalità di interfacciamento tra i contenuti didattici e gli LMS che dovranno erogarli, in particolare:

Per la fase di produzione (production) di un contenuto didattico:

  1. come creare un contenuto didattico;

  2. come pacchettizzare contenuti didattici per l'importazione di un LMS;

Per la fase di presentazione (presentation) di un contenuto didattico:

  1. come un LMS seleziona (e.g. esegue) il contenuto didattico da erogare;

  2. come un LMS traccia il percorso di apprendimento di un discente;

Per capire il funzionamento di SCORM occorre avere ben presente il contenuto dei tre libri da cui è formato:

Content Aggregation Model book

Raccoglie le specifiche tecniche per la creazione, la descrizione attraverso i metadati e la pacchettizzazione degli SCOs all'interno della struttura di un corso. Il Content Aggregation Model è in sostanza derivato dalle specifiche IMS per il Content Packaging.

Runtime Environment book

Raccoglie le specifiche tecniche per l'esecuzione e il tracciamento dei singoli SCOs all'interno dell'LMS, durante il processo di apprendimento dei discenti. Il Runtime Environment è derivato dalle specifiche IEEE riguardanti il tracciamento delle informazioni e le modalità di comunicazione tra SCOs e LMS.

Sequencing & Navigation book

Raccoglie le specifiche tecniche per la gestione i il controllo degli SCOs durante la loro erogazione ai discenti, ed in particolare specifica le modalità di definizione delle propedeuticità. Sequencing & Navigation sono derivate dalle specificheIMS per il Simple Sequencing.

La creazione di un contenuto didattico che rispetti lo standard SCORM inizia con la definizione degli assets: file di testo, immagini, suoni, filmati ed ogni altro oggetto che può essere visualizzato mediante un browser web. Gli assets, utilizzando le specifiche del Content Aggregation Model, vengono assemblati in SCOs le cui caratteristiche vengono descritte mediante l'impiego di metadati; per questi ultimi lo standard suggerisce (ma più che un suggerimentoè una prescrizione) di adottare lo standard IEEE Learning Object Metadata.

Di particolare importanza all'interno di un contenuto didattico o pacchetto SCORM, è il file (formato testo) manifest, impiegato per:

  • definire in che modo i singoli SCOs sono disposti all'interno della struttura del corso (pacchettizzazione);

  • consentire all'LMS di visualizzare la struttura del corso durante la fase di esecuzione e presentazione del contenuto didattico al discente;

  • contenere regole di sequenzializzazione, qualora si stia utilizzando lo standard SCORM 1.3 2004, utilizzate per specificare le propedeuticità fra gli SCOs.

Infine, l'ambiente di esecuzione di un pacchetto SCORM è gestito seguendo le specifiche tecniche del libro Runtime Environment, in cui avviene la comunicazione tra il contenuto didattico e l'LMS, realizzata da un modulo software dell'LMS denominato API Adapter. Il funzionamento dell'API Adapter può essere illustrato come segue (semplificando al massimo):

  1. il discente richiede la visualizzazione di un contenuto, ovvero richiede l'esecuzione di un particolare SCO;

  2. lo SCO "interroga" l'LMS per la ricerca e l'invocazione dell'API Adapter;

  3. dopo aver trovato l'API Adapter, lo SCO può iniziare a comunicare con l'LMS;

  4. la comunicazione ha come scopo, tra l'altro, quello del tracciamento dell'attività del discente.

Dal punto di vista organizzativo e didattico la produzione di un corso nel rispetto dello standard SCORM richiede quindi di:

  • scomporre il corso in unità minime ed individuali di apprendimento, o SCOs, ciascuna delle quali è un insieme diassets digitali fruibili con un browser web;

  • definire i metadati descrittivi di ogni singola unità di apprendimento;

  • definire eventuali regole di propedeuticità fra le unità di apprendimento;

  • utilizzare un LMS compatibile con lo standard SCORM per l'erogazione del corso.